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Ricerca ambientale

Le tematiche ambientali rivestono oggi un ruolo determinante nel processo volto a garantire condizioni di sviluppo sostenibile. Si assiste alla crescente consapevolezza, in vasti strati dell'opinione pubblica e della società, che l'ambiente rappresenta una vera ricchezza ed un patrimonio da conservare per le generazioni future. Orientamenti, movimenti di opinione, associazioni e movimenti politici sono nati negli ultimi anni attorno alle tematiche ambientali: tutti con il comune denominatore di salvaguardare l'unico bene che è patrimonio collettivo ed universale: il bene ambientale.
La straordinaria aggregazione sociale che si è manifestata attorno a questi temi denota una percezione estesa ed una profonda sensibilità che talora, purtroppo, viene soffocata da interessi che vedono prevalere la logica dell'uso indiscriminato del bene ambientale come se si trattasse di un bene facilmente rigenerabile.
Una riflessione si impone anche sul valore culturale dell'ambiente. L'aggettivo "culturale" viene spesso impiegato per identificare l'insieme delle testimonianze dell'attività umana che sovente sono in grado di tradursi in documenti di crescita storica. Ebbene, nell'insieme sopra citato, l'ambiente assurge a testimonianza materiale di civiltà e, di conseguenza, a patrimonio culturale; questa visione è pienamente giustificata dal fatto che l'ambiente non è una mera scenografia dell'attività umana, ma un costante riferimento della cultura che essa produce.
Da questo contesto si evince l'assoluta necessità di affrontare le tematiche ambientali con una visione complessiva del significato che queste rivestono per lo sviluppo della cultura ed il miglioramento della qualità della vita.
Il CESPRO si propone dunque come soggetto privilegiato per lo studio e la ricerca nel settore ambientale proprio in virtù di una molteplicità di competenze che risultano indispensabili ad affrontare una tematica tanto poliedrica e complessa.
I settori di ricerca sui quali il CESPRO intende promuovere una più incisiva azione di sviluppo riguardano lo studio dei rischi naturali ed il monitoraggio ambientale, quest'ultimo inteso non tanto come mera procedura di rilevamento di dati bensì come momento di riflessione ed approfondimento su tutti quei fattori che risultano condizionanti per lo stato dell'ambiente.
Tra i rischi naturali emergono tre tipologie di rischi che, in virtù delle peculiarità del nostro paese, prevalgono nettamente sulle altre. In particolare vengono studiati il rischio sismico, il rischio vulcanico ed il rischio idrogeologico. Per ultimo è da considerare una tipologia di rischio peculiare della Regione Toscana rappresentata dal rischio connesso alle attività geotermiche.



Rischio sismico

Il rischio sismico viene studiato, beneficiando anche di un'articolata struttura organizzativa afferente alla Fondazione Prato Ricerche, attraverso i dati ottenuti da una rete di rilevamento formata da stazioni sismometriche digitali ubicate sull'Appennino Settentrionale. Nuovi accordi stipulati con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno poi permesso di beneficiare di una sinergia che vede l'integrazione dei dati a livello nazionale ed internazionale. Recentemente sono state avviate anche campagne di microzonazione sismica che si avvalgono di metodi speditivi per ottenere informazioni sulla risposta sismica al sito, ossia sull'amplificazione locale della sollecitazione sismica. Questa metodologia consente di "mappare" le nostre città, gli insediamenti abitativi, le emergenze artistiche ed architettoniche che insistono in aree soggette ad eventi sismici, al fine di comprendere quale sia il grado di pericolosità a cui sono soggette per arrivare a definire, integrando l'informazione con il grado di vulnerabilità, un complessivo grado di rischio a fronte del quale possono essere intraprese azioni di mitigazione.


Comprendere il grado di pericolosità a cui sono soggetti gli insediamenti abitativi per arrivare a definire il grado di rischio a fronte del quale intraprendere azioni di mitigazione



Rischio vulcanico

Il rischio vulcanico viene studiato applicando i metodi e gli strumenti propri della sismologia vulcanica e della geofisica. In particolare, recenti studi hanno messo in evidenza l'importanza del monitoraggio sismometrico a bassa frequenza, per il controllo delle vibrazioni prodotte dalle complesse interazioni magma gas e dalle dinamiche di condotto responsabili delle esplosioni vulcaniche. Appare evidente l'importanza di un monitoraggio continuo dell'attività vulcanica che tenga sotto controllo i fattori responsabili delle manifestazioni più violente e pericolose. In questo senso la struttura può avvalersi degli strumenti in dotazione alla Fondazione Prato Ricerche e della struttura logistica necessaria all'impianto ed alla messa in esercizio di una rete di monitoraggio vulcanico, anche in condizioni di emergenza.




Rischio idrogeologico

Il contributo alla mitigazione del rischio idrogeologico è fondamentale per la tutela dell'incolumità pubblica e la salvaguardia del patrimonio nazionale

Il rischio idrogeologico appare imprescindibile dalle quotidiane e spesso tragiche notizie che negli ultimi anni hanno accompagnato la quasi totalità degli eventi meteorologici nel nostro paese. Frane ed alluvioni sembrano divenuti l'indispensabile corollario di ogni perturbazione meteorologica in grado di apportare piogge e temporali sul territorio nazionale. In quest'ottica qualsiasi studio o struttura in grado di apportare un contributo alla mitigazione di questo tipo di rischio svolge una funzione fondamentale per la tutela dell'incolumità pubblica e la salvaguardia del patrimonio nazionale. Il CESPRO ha nei suoi "cromosomi" il bagaglio culturale e le conoscenze tecniche per far fronte al rischio idrogeologico, sia per la presenza al proprio interno di eminenti studiosi del settore, sia per la collaborazione istituzionale che esso ha con altre strutture. In questo senso la collaborazione con la Fondazione Prato Ricerche, il cui personale è composto per la quasi totalità da geologi, corrobora ulteriormente questa naturale vocazione. In particolare la Fondazione ha accumulato una solida esperienza nel campo della gestione degli strumenti geografici informatizzati (GIS), con lo sviluppo e la gestione anche di propri applicativi software (TechProciv) realizzati nell'ambito di progetti finanziati dalla Regione Toscana.




Rischio connesso alle attività geotermiche

Questo tipo di rischio ha assunto la notorietà delle cronache a seguito dei gravi episodi registrati nell'area geotermica amiatina, con numerosi episodi di emissione violenta di gas che, in più di un'occasione, si sono manifestati nelle adiacenze o addirittura all'interno di abitazioni, e che sono culminati, recentemente, con la morte di una persona soffocata dalle esalazioni di gas naturale. Sebbene queste manifestazioni, per la loro spettacolarità, possano apparire le più importanti, in realtà nelle aree geotermiche sono numerosi i fattori di rischio di cui tener conto. In particolare le emissioni inquinanti dei pozzi possono arrecare danno alla salute delle persone e produrre situazioni di inquinamento ambientale diffuso. E' evidente, quindi, la variegata tipologia di rischio presente nelle aree geotermiche, per studiare le quali è necessario un bagaglio diversificato di conoscenze che vanno dalla geofisica, alla geologia, all'ingegneria mineraria, alla geochimica, etc. Per questo motivo una struttura interdisciplinare come il CESPRO appare la più idonea allo studio ed al monitoraggio di tale fattore di rischio.