Centro Studio Condizioni di Rischio e Sicurezza e Sviluppo Attività di Protezione Civile

Sicurezza

Il tema della sicurezza e del rischio tecnologico è oggi affrontato nella convinzione che, oltre ad essere materia estremamente attuale, si tratti di un campo che presenta molteplici aspetti di interesse economico e sociale. Dal punto di vista legislativo, tale tematica è ampiamente trattata nell'ambito delle cosiddette Direttive Europee del "nuovo approccio", improntate sulla armonizzazione, a livello europeo, di standard finalizzati sia a tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro, sia a favorire la libera circolazione di beni, merci e persone all'interno del mercato europeo. In tale contesto si inserisce l'attività di ricerca di seguito riportata.



Attività

E' necessario mettere a punto metodi di lavoro e modelli, che siano in grado di migliorare la sicurezza partendo da interventi basati su criteri di carattere predittivo. Poiché il danno economico e sociale conseguente l'accadimento di un evento, critico per la sicurezza, richiede di intervenire per ridurre il rischio, è necessario che tale intervento sia fatto principalmente nella fase d'ideazione e di progettazione del prodotto o del processo. L'approccio con cui si deve operare non può più essere organizzato in modo intuitivo, ma è necessario un intervento metodologico che utilizzi strumenti sia per l'identificazione del pericolo, sia per la conseguente oggettiva valutazione del rischio.
Tutti gli interventi legati ad attività umane, che vanno da quelli specifici di tipo ingegneristico e tecnologico, come la costruzione e la gestione di opere civili, di macchine e di impianti, a quelli di tipo sociale, medico-ospedaliero, agricolo ecc., presentano problemi intrinseci per la sicurezza. L'uomo è da sempre consapevole di questo, tuttavia molto spesso si interviene a posteriori quando l'opera è realizzata e l'attività definita, senza una valutazione sistematica e metodologica dell'idoneità, con costi d'intervento sempre assai rilevanti. Il gruppo di lavoro che opera in Ateneo per la sicurezza, ha intrapreso da molto tempo, un lavoro sistematico per proporre un approccio metodologico, che analizzi ed individui i rischi per la sicurezza e gli interventi necessari per eliminarli e/o ridurli, intervenendo in modo predittivo nel momento che l'idea del nuovo prodotto, del nuovo processo e delle attività ad esso collegate siano identificate.
Di qui la necessità di fare una scelta a monte che introduca il "DFS" (Design for Safety). Infatti partendo dal concetto di misura è possibile determinare il rischio su basi certe e non più intuitive, al fine di proporre gli interventi di miglioramento necessari alla sua eliminazione o riduzione. Tale approccio metodologico si avvarrà di specifici strumenti statistici che attraverso matrici di correlazione causa-effetto possa evidenziare le conseguenze negative legate a tali fenomeni.
In particolare si riportano alcune delle principali attività di intervento in corso.

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a) Sviluppo di modelli basati su criteri oggettivi per la stima previsionale dei rischi

Ad oggi esistono diverse metodologie applicate nel campo della valutazione del rischio, ma si fermano quasi tutte ad una stima qualitativa dello stesso e non quantitativa. Ciò porta alla necessità di studiare e definire nuovi modelli di valutazione previsionale che ricorrano a parametri indicatori non caratterizzati esclusivamente dalla discrezionalità di chi affronta tale tipo di analisi, ma che siano oggettivamente determinabili da banche dati ed in grado di rappresentare e di simulare in modo realistico il rischio associato ad un determinato evento.
In tale contesto sono in fase di sviluppo modelli di risk perception che siano utilizzabili fin dalle prime fasi della progettazione e che costituiscano parte integrante della stessa. Tali modelli saranno realizzati attraverso l'integrazione di metodologie di estrazione affidabilistica con tecniche basate su sistemi esperti e con metodologie utilizzate per stimare l'influenza del fattore umano sul rischio.

b) Sicurezza nel settore aeronautico

Nell'ambito dell'area tematica "Aeronautics" all'interno del VI Programma Quadro di ricerca promosso dalla UE è in fase di proposta un'attività volta al miglioramento degli aspetti di sicurezza presenti nel sistema di trasporto aereo. In particolare, l'area di interesse principale riguarderà la realizzazione di procedure di sicurezza e l'applicazione di modelli di risk assessment di tipo previsionale che consentano di preservare la sicurezza attraverso un sistema integrato di gestione del traffico aereo europeo sulla base dell'iniziativa del "Single European Sky".

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c) Sviluppo di un approccio metodologico finalizzato alla caratterizzazione del SIL (Safety Integrated Level) associato all'affidabilità di dispositivi di controllo e protezione di impianti e sistemi meccanici

Al fine di ottenere la sicurezza funzionale di una macchina o di un impianto, deve essere garantita l'affidabilità di tutti i dispositivi di protezione e controllo rilevanti per la sicurezza.
Ciò richiede il ricorso a speciali misure e tecniche in accordo con quanto previsto da specifici standard normativi. Uno degli approcci ad oggi molto seguito riguarda la caratterizzazione del SIL (Safety Integrated Level). Esso è un indicatore che consente di definire, per i dispositivi di controllo e protezione finalizzati alla sicurezza di un impianto, diversi livelli di riduzione del rischio in funzione del grado di affidabilità.
Obiettivo dell'attività è l'analisi dei principali standard in cui l'analisi SIL è trattata (come ad es. IEC 61508, D61511, D62062 oppure ANSI ISA 84.01-1996, 91.01-1995) e, successivamente, lo sviluppo di un approccio metodologico che consenta di caratterizzare il livello di SIL sulla base di un'analisi dei rischi che consideri l'affidabilità dei vari dispositivi di controllo e protezione presenti in un sistema.

d) Studio di un approccio operativo integrato al progetto e sviluppo delle attrezzature a pressione a fronte dell'entrata in vigore della direttiva 97/23/CE: PED

Con l'entrata in vigore della direttiva 97/23/CE, viene definita una regolamentazione armonizzata per la progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione destinate a circolare all'interno degli Stati Membri della UE. Il progettista ed il fabbricante di attrezzature a pressione si trovano davanti al problema di dover modificare l'iter finora seguito per lo sviluppo e la realizzazione di tale tipologia di prodotti per far sì che questi ottemperino ai requisiti prescritti all'interno della suddetta direttiva.
L'attività svolta ha come obiettivo la definizione di un approccio procedurale per il progettista e il fabbricante di attrezzature a pressione che possa fungere da linea guida per l'applicazione della direttiva PED (Pressure Equipment Directive) fin dalle fasi di ideazione e sviluppo del prodotto. L'esigenza di tale passo nasce dalla complessità strutturale e dalle svariate sfaccettature interpretative che caratterizzano la presente direttiva di prodotto. In particolare, con questa attività si vuole tracciare una prima strada per venire incontro alle difficoltà che dovranno affrontare progettisti e fabbricanti abituati fino ad oggi a fare riferimento a norme nazionali e standard internazionali, i cui contenuti, per certi versi, si presentano in contrasto con quelli presenti all'interno del nuovo status legislativo in materia di attrezzature a pressione rappresentato dalla direttiva PED.

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e) Linea guida di progettazione del piping a fronte dell'entrata in vigore della direttiva 97/23/CE

L'obiettivo di questa attività è quello di fornire una linea guida di progettazione del piping sottoposto a pressione, destinato alla commercializzazione nel mercato europeo, che tenga conto delle problematiche tecniche inerenti la progettazione, la sicurezza e gli aspetti procedurali introdotti dalla direttiva PED.

f) Sviluppo di un approccio metodologico finalizzato alla caratterizzazione del rischio di apparecchi destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva

La Direttiva ATEX 94/9/CE "Apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva", che è entrata in vigore obbligatoriamente dal 1º luglio 2003, modifica sensibilmente la regolamentazione del settore ed è pertanto necessario un ripensamento riguardo la costruzione, l'uso e l'installazione delle apparecchiature in zone classificate contro il rischio di esplosione.
Novità rilevante della Direttiva ATEX è la sua applicazione a tutti i rischi di esplosione, anche a quelli non considerati dalla legislazione comunitaria precedente, quali per esempio: componenti meccanici, polveri combustibili, ecc.
L'attività è finalizzata alla realizzazione, sulla base della normativa esistente, di linee-guida per l'analisi dei rischi e la classificazione delle attrezzature interessate dalla direttiva, oltre che lo sviluppo di un metodo per la caratterizzazione delle aree di lavoro in tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive.

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g) Attività di prevenzione di eventi critici in ambito sanitario

Nella valutazione degli eventi critici che possono avvenire nello svolgimento del proprio lavoro, una particolare attenzione deve essere posta alle attività ospedaliere. Tale campo di attività necessita di particolari attenzioni per due ragioni principali: l'accadimento di eventi critici può portare a conseguenze molto gravi per gli utilizzatori del servizio (i pazienti) e la tipologia di lavoro è fra le più articolate e difficilmente standardizzabili. L'attività di prevenzione di eventi critici in ambito ospedaliero, portata avanti in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera di Prato, si muove su due filoni principali: la raccolta ed analisi dei dati di funzionamento dei reparti ospedalieri, tesa a migliorarne l'efficienza e diminuire la probabilità di eventi critici e l'analisi preventiva dei possibili rischi. Tale analisi, portata avanti con tecniche derivate dalle aziende manifatturiere, è mirata allo sviluppo di nuovi approcci e, se necessario, procedure di lavoro in ambito ospedaliero.

h) Attività di sicurezza in Ateneo

L'Università degli Studi di Firenze ha affidato al DMTI l'incarico di svolgere un'attività di integrazione e di supporto al Servizio di Prevenzione e Protezione dell'Ateneo, al fine di sviluppare ed attuare le varie iniziative necessarie in materia di sicurezza, con l'obiettivo di dare attuazione al sistema integrato di gestione della sicurezza.
In tale ottica e relativamente all'esigenza di adeguamento degli edifici scolastici, secondo quando previsto dal D.Lgs 626/94 e dalla normativa di prevenzione incendi, le attività programmate sono rivolte ad un approfondimento e ad una metodologica e più dettagliata definizione dei seguenti aspetti: valutazione dei rischi presenti nelle strutture, sensibilizzazione, formazione ed informazione delle figure di riferimento, piani di evacuazione.

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i) Formazione

Un aspetto, da non trascurare nell'ambito delle attività per la sicurezza, è senz'altro quello della formazione.
Informare e formare le persone e gli addetti che svolgono la propria attività in tutti i possibili ambienti di lavoro è sicuramente un obbligo che le direttive prescrivono. E' necessario infatti che il personale sia formato ed addestrato sul corretto uso di macchinari ed attrezzature al fine di evitare inutili rischi di varia natura presenti nell'ambiente di lavoro, come pure è necessario saper gestire una situazione di emergenza che si possa presentare.
In particolare verranno svolte attività di formazione specifica per il personale dell'Ateneo fiorentino, estendibili ad altri. A tal proposito è stata prevista la realizzazione di un corso base sulla 626/94 che si avvarrà dell'ausilio di un CD multimediale. Tale corso costituirà la base di partenza su cui poter lavorare, nell'ottica della sicurezza, per realizzare l'informazione e formazione di tutti gli addetti.
Data la grande diversità delle mansioni svolte dai tecnici amministrativi, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo dei vari laboratori presenti nell'università, sarà inoltre necessario l'impiego di strumenti specifici di auto-formazione del personale.
Verranno perciò utilizzati strumenti informatici di auto-istruzione assistita, specifici per ogni tipologia di laboratorio. Il ricorso a questo tipo di tecnologie, che prevedono appunto l'uso di personal computer e di software appositamente creati, consentirà di raggiungere contemporaneamente un gran numero di persone in tempi e con costi più contenuti rispetto alla formazione in aula, evitando altresì gli spostamenti dal luogo di lavoro e tutte le altre attività connesse all'intervento di formazione tradizionale.




Competenze

Le competenze di carattere scientifico del gruppo hanno permesso di operare e di verificare sul campo attraverso interventi specifici, la validità degli approcci metodologici. In particolare si mettono in evidenza le specifiche competenze acquisite nei seguenti settori:

  • sicurezza sociale: approcci metodologici all'analisi dei rischi (QFS) ai sensi del D.Lgs. 626/94 e successive modifiche ed integrazioni;
  • modelli per la valutazione del rischio di incendio e piani di emergenza ai sensi del D.M. 10.03.98.
  • sicurezza di prodotto: linee-guida per la certificazione CE di macchine ed attrezzature a pressione ai sensi rispettivamente delle Direttive 98/37/CE e 97/23/CE;
  • l'analisi dei rischi e le valutazioni di conformità;
  • la realizzazione di procedure operative nel settore antinfortunistico;
  • qualità, affidabilità e sicurezza: metodologie di progettazione integrata basate su approcci di Design for X (QFD, DOE, ANOVA, Robust Design, Axiomatic Design).