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 03-Nov-2006   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Laboratorio di Simulazione Clinica

La gestione del rischio negli ambienti clinici ad alta affidabilità

La formazione del medico sta subendo radicali cambiamenti grazie anche all'introduzione di nuovi metodi d'insegnamento improntati sulla tecnologia della simulazione. Un simulatore può essere definito come un insieme di sistemi hardware e software che sono utilizzati per "imitare" il comportamento di una situazione o riprodurre un fenomeno con sufficiente realismo da poter essere impiegato per un determinato scopo.
Per diversi anni i simulatori sono stati utilizzati in aviazione, nella gestione di impianti nucleari, nel volo militare ed in altri ambiti industriali come capisaldi per l'istruzione e la formazione delle varie professionalità, nonché come metodo per la valutazione delle performances. Oggi il loro impiego è quasi universale nei cosiddetti sistemi ad "alta affidabilità" dove consentono, infatti, di esporre gli addetti di un determinato settore a situazioni critiche o pericolose in un contesto ripetibile a piacimento e privo di rischi.
L'uso dei simulatori in medicina fu descritto per la prima volta negli anni '60, ma è solo in epoca recente, grazie all'avvento di computers a basso costo, che questo campo ha avuto un reale sviluppo.

I vantaggi della simulazione

- Nessun rischio per il paziente.
- Possono essere simulati numerosi scenari incluse situazioni non comuni, ma spesso critiche, nelle quali sono necessarie risposte rapide.
- I partecipanti possono constatare i risultati delle loro azioni e decisioni; gli errori possono essere ammessi (nella realtà clinica un medico più esperto sarebbe dovuto intervenire).
- Identici scenari possono essere presentati a diversi medici o team e ripetuti più volte.
- Le cause sottostanti una determinata situazione, essendo conosciute, possono essere analizzate e discusse.
- Con alcuni di questi sistemi possono essere usati gli stessi strumenti, presidi e macchinari utilizzati nella realtà clinica, così da aumentare il realismo e la pratica, nonchè mostrare eventuali difficoltà d’interazione uomo-macchina.
- Alcuni sistemi possono ricostruire fedelmente un determinato ambiente clinico (ad es. una sala operatoria) permettendo l’addestramento di team multidisciplinari (es. infermieri, medici di diverse specialità ecc.) e l’analisi e il miglioramento delle interazioni interpersonali, delle comunicazioni e della leadership.
- Praticamente tutti i simulatori hanno sistemi più o meno complessi di registrazione e di debriefing anche automatizzata che permettono, una volta terminata la simulazione, di ripercorrerla e analizzarla criticamente.
- Non esistono problemi di violazione della privacy dei pazienti essendo questi simulati; tutte le informazioni possono essere usate senza limitazioni.






Alcune procedure eseguite durante Sessioni al Simulatore presso il Centro

Le esperienze di applicazione della simulazione alla medicina sono troppo recenti per poter trarre un bilancio definitivo sul ruolo di questi sistemi nella formazione sia primaria che permanente del personale sanitario.
Allo stesso modo è prematuro considerare i simulatori come banchi di prova per esaminare le abilità. Tuttavia il loro ruolo è ormai riconosciuto da importanti enti che si occupano di sicurezza in ambito medico: nel 2000 l'Institute of Medicine degli Stati Uniti d'America ha emanato un rapporto dal titolo Errare è umano: verso la costruzione di un sistema sanitario più sicuro. Secondo questo rapporto almeno 44000 americani muoiono ogni anno per errori medici.
In altri termini, la settima causa principale di morte negli Stati Uniti è rappresentata dagli errori medici. Come parte di un piano d'intervento gli stessi autori sostengono, nelle loro raccomandazioni, che le organizzazioni sanitarie dovrebbero incorporare nei propri programmi di formazione metodi di training come la simulazione, riconoscendo un implicito ruolo a questa metodica nella prevenzione degli errori e nel miglioramento della sicurezza nella pratica medica.

Altri riconoscimenti indiretti provengono dal mondo delle assicurazioni: nel Massachussets gli anestesisti che hanno effettuato training al simulatore ricevono uno sconto sul premio assicurativo contro gli errori professionali da parte di una compagnia di assicurazione.

La letteratura specializzata riporta un numero via via crescente di lavori dedicati all'impiego della simulazione e si stanno ormai definendo precisi percorsi educativi, ricavati dell'Anestesia Crisis Resource Management di Gaba, anche per i medici della medicina d'urgenza3.
La stessa comunità medica avverte l'esigenza di cimentarsi con situazioni critiche o di raro riscontro per migliorare la propria preparazione: un sondaggio condotto da Grimes e coll.4 fra gli anestesisti di ruolo in Inghilterra ha dimostrato che il 97% si dichiara d'accordo con la necessità di un periodico e ripetuto corso di "ripasso" sugli eventi critici al simulatore. Inoltre il 37% degli intervistati ha dichiarato che tali corsi dovrebbero svolgersi almeno una volta l'anno, il 36% una volta ogni due anni. Sono state indicate anche le particolari situazioni critiche che a detta degli intervistati dovrebbero essere provate al simulatore: trattandosi di anestesisti non sorprende che ai primi posti si trovino situazioni come l'intubazione difficile o l'ipertermia maligna mentre è più singolare che lo scenario maggiormente richiesto sia quello della anafilassi e che una notevole parte degli intervistati abbia ritenuto importante provare al simulatore situazioni di guasto delle apparecchiature.
D'altronde la pratica anestesiologica e rianimatoria si svolgono in ambienti estremamente tecnologicizzati, ed è comprensibile come gli specialisti di queste discipline siano interessati a acquisire una considerevole familiarità con i complessi dispositivi che si trovano ad usare e a saperne fronteggiare eventuali malfunzionamenti.

Una formazione che si basi sulla sola acquisizione di cultura è di grande valore ma di per sé non è sufficiente in campi professionali, specialmente in medicina, nei quali problemi complessi coinvolgono spesso un certo grado di incertezza e di ambiguità e in cui i cambiamenti inaspettati ed improvvisi sono tutt'altro che rari.
La lettura di libri e riviste è insostituibile, ma deve essere affiancata e amplificata dall'esperienza diretta. In medicina, lo sviluppo di esperienza sul campo, ottenibile attraverso la gestione di pazienti reali può essere rischiosa.
Gli errori compiuti in una sessione di simulazione forniscono un'opportunità eccellente per migliorare senza rischi. Inoltre, è possibile non solo apprendere cosa fare, ma anche migliorare i processi mentali e decisionali.
In altri termini, il simulatore può contribuire ad insegnare come cimentarsi più efficacemente con situazioni dinamiche quali quelle riscontrabili in clinica (saper fare) e a gestire il complesso sistema d'interrelazioni che contraddistinguono un evento critico (saper essere). Un sistema di simulazione ben organizzato può focalizzarsi su un definito numero di obiettivi didattici, sia di tipo pratico che teorico, con la possibilità, inoltre, di porre l'accento sui processi decisionali e sugli aspetti comportamentali. In questi termini, gli attuali sistemi rappresentano senza dubbio uno strumento educativo di sicura utilità.

Poiché la simulazione deve avvenire in un contesto il più realistico possibile è necessario che il Centro sia equipaggiato esattamente come l'ambiente in cui si situa lo scenario da simulare. Un Centro di simulazione dovrà quindi possedere le attrezzature di una sala operatoria, di una terapia intensiva, di un pronto soccorso o di altre strutture in cui si desideri ambientare gli scenari. E' necessario disporre di ventilatori e di macchine per anestesia, di prese per i gas medicali, di dispositivi di aspirazione, di lampade scialitiche ecc. In un tale contesto possono essere simulate emergenze intra ed extra ospedaliere anche allestendo scenari di grandi catastrofi e ricreando situazioni con grande afflusso di feriti e condizioni ambientali disastrate.

Offerta formativa

I programmi formativi fondamentali del Centro, ai quali si possono di volta in volta aggiungere nuovi progetti secondo specifiche esigenze, si articolano attraverso tre offerte:

  1. Gestione delle Risorse nelle situazioni di Crisi (CRM, Crisis Resource Management): proposta rivolta a medici e personale sanitario dell'area critica (anestesia, rianimazione, pronto soccorso etc) volta all'esame ed apprendimento attraverso sessioni strutturate di concetti e comportamenti che prescindono dalle competenze cliniche ma che sono orientate alla sicurezza del paziente e alla riduzione dell'errore umano.
  2. Gestione delle maxiemergenze: proposta rivolta a tutte le figure professionali coinvolte nella gestione delle grandi emergenze/catastrofi; in quest'ottica i percorsi formativi, partendo dall'insegnamento dei più semplici elementi alla base del trattamento delle situazioni d'emergenza, mirano poi attraverso la simulazione, a far acquisire agli utenti le specifiche conoscenze necessarie alla efficace gestione di complesse situazioni critiche.
  3. Formazione del personale coinvolto nella gestione del potenziale donatore d'organo (in collaborazione con OTT): questo programma mira a riprodurre, attraverso sessioni di simulazione ed un percorso strutturato, tutte le fasi relative al riconoscimento, gestione e mantenimento del potenziale donatore d'organo, considerando sia gli aspetti clinici che gestionali e di comunicazione con le famiglie.
 
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